Daily Market Reviews

Calendario economico per l’12 gennaio 2017

Orario (GMT) Valuta Evento Precedente Previsione
06:00 JPY Sentiment degli osservatori economici 48.6 49.3
11:00 EUR Produzione industriale m/m -0.1% 0.5%
13:30 EUR Verbali incontro di politica monetaria BCE
14:30 CAD Indice dei prezzi delle nuove abitazioni m/m 0.4% 0.3%
14:30 USD Richieste di sussidi di disoccupazione 235K 266K
14:30 USD Prezzi all’importazione m/m -0.3% 0.8%

 

Mercati globali in pillole

Mercoledì l’euro è stato contrastato in una seduta di trading contrastata che si è placata solo dopo che il presidente eletto Donald Trump ha concluso il suo discorso. La sterlina è stata altrettanto contrastata a livello giornaliero, ma ha recuperato parte delle perdite iniziali, specialmente nei confronti dell’USD, che a sua volta si è indebolito quando il discorso di Trump non ha fornito gli indizi che i trader si aspettavano sulla politica fiscale ed economica della nuova amministrazione. Lo yen si è rafforzato ampiamente a livello giornaliero, guadagnando terreno in seguito alla domanda rifugio residua, dovuta alle continue incertezze sugli Stati Uniti. L’oro si è portato ad un massimo di sette settimane ed è ora pronto a testare il livello di $1200 grazie alle incertezze presenti e alla debolezza dell’USD che supportano il metallo giallo. Il greggio è avanzato in reazione alla notizia che la produzione dell’OPEC è calata per la prima volta in sette mesi, rassicurando i trader che il gruppo è effettivamente intenzionato a tagliare la produzione.

Analisi delle coppie FX

EUR/USD – La coppia ha continuato a scivolare in attesa del discorso di Trump, portandosi fino a quota 1.0452. Dopo l’intervento la coppia è rimbalzata fortemente, portandosi brevemente oltre quota 1.0600 prima di attestarsi in lieve calo rispetto a questo livello di resistenza già visto di recente. Gli scambi potrebbero essere ancora volatili nei prossimi giorni mentre i trader analizzeranno nel dettaglio il discorso di Trump, giungendo alle proprie conclusioni sul futuro della politica economica e fiscale USA e l’impatto per l’Europa, oltre che naturalmente per gli Stati Uniti. Il fatto che la coppia non è stata in grado ancora una volta di violare il livello di 1.0600 indica che tale livello potrebbe reggere come resistenza e limitare così ulteriori rialzi della coppia.

USD/JPY – Anche questa coppia ha mostrato una certa volatilità in seguito al discorso di Trump, e dopo essere avanzata stabilmente per l’intera seduta è crollata durante e immediatamente dopo l’intervento, per poi rimbalzare da un minimo di 114.21, riportandosi oltre quota 115.00. Durante le prime fasi della seduta la coppia ha quasi raggiunto il livello di 117.00, per un intervallo giornaliero di 265 pip. Ora che il discorso di Trump è alle spalle, il livello di 115.00 dovrebbe reggere come supporto, in quanto nel discorso non vi sono stati elementi tali a far pensare ad un cambiamento delle tempistiche di rialzo dei tassi di interesse USA o a fugare le incertezze in tal senso e in merito alla fattibilità di ulteriori investimenti commerciali giapponesi negli USA.

USD/CAD – Non sorprende che la debolezza del dollaro USA e il rialzo dei prezzi del greggio abbiano spinto la coppia in solido ribasso a livello giornaliero. In particolare l’USDCAD ha trovato supporto in avvicinamento al livello di 1.3100, rimbalzando e chiudendo ad un passo da quota 1.3200, riportando comunque una perdita di 78 pip e un intervallo di trading giornaliero di 179 pip, dal momento che durante le prime fasi la coppia era stata scambiata fino quasi quota 1.3300. Alla luce dell’annuncio sulla produzione dell’OPEC, il greggio dovrebbe continuare ad avanzare e questo potrebbe portare ad un ribasso della coppia. L’area compresa tra 1.3100 e 1.3000 dovrebbe offrire supporto, pertanto la coppia dovrebbe rimanere attorno a tali livelli, a meno che il greggio non supererà i $60 al barile.

GBP/USD – Anche questa coppia USD ha registrato una certa volatilità durante e dopo il discorso di Trump. Dopo essere scambiata fino a quota 1.2033 prima dell’intervento, la coppia è rimbalzata, raggiungendo quota 1.2271 prima di arretrare e chiudere con un modesto rialzo a quota 1.2200. Questo livello dovrebbe reggere come supporto in futuro, ma vi sono ancora i timori di hard Brexit nella mente dei trader, pertanto la coppia potrebbe indirizzarsi al ribasso. Se tale livello dovesse reggere come supporto, prevediamo un trading laterale compreso tra quota 1.2200 e 1.2400.

 

Aggiornamento sulle materie prime

Oro – L’oro è marciato al rialzo mercoledì in reazione alla debolezza del dollaro USA. In chiusura il metallo prezioso si è attestato ad un massimo di sette settimane, non lontano dal livello di $1200. Sembra quasi certo ormai che l’oro testerà presto tale livello ed è possibile che venga scambiato oltre, dal momento che le incertezze sulla politica fiscale ed economica USA permangono. Il dollaro USA è sotto pressione e questo supporta l’oro, che viene scambiato in modo antitetico rispetto alla forza e debolezza dell’USD.

Petrolio – Il greggio ha guadagnato quasi il 3% mercoledì, riprendendosi dalla recente debolezza dopo che l’OPEC ha riportato un calo della produzione a dicembre per la prima volta in sette mesi. Il rapporto ha rassicurato i trader circa i tagli della produzione da parte dell’OPEC, confermando che il gruppo è sincero nelle sue intenzioni di tagliare la produzione nel 2017 al fine di stabilizzare i prezzi del greggio. La notizia dovrebbe fornire una spinta rialzista per le prossime sedute e questo rende il livello di $60 al barile a portata di mano.